(IT)
Balena, tempo lento
Le balene nuotavano sugli Appennini. In un tempo infinitamente
lontano.
E’ questa la suggestione che da origine al progetto Balena che,
come precedenti lavori di Claudia Losi, parla di fenomeni naturali e mutazioni
temporali.
Lavori che hanno un punto di partenza nel fare esperienza dei luoghi,
nella possibillità di percepire l’ambiente, il paesaggio
e i suoi elementi visibili ad occhio nudo e le tracce non immediatamente
riconoscibili scritte nei sassi, nei licheni, negli alberi, nel profilo
delle montagne.
Camminare è l’azione che permette all’artista di ascoltare
i luoghi e tracciare mappe, rilevando i segni delle loro metamorfosi minute
e quotidiane e al tempo stesso i lasciti di eventi infinitamente distanti
o lentissimi, non appartenenti alla scala umana. Nel progetto Balena i
luoghi sono l’Appennino settentrionale.
Ossa di balena sono state trovate tra queste montagne alla fine del XIX
sec.
Cetaceo che in altre ere geologiche vagava per il «mare padano»,
la balena evoca dimensioni del tempo non misurabili o comprensibili.
Al paesaggio quotidiano, percorribile, si sovrappongono la scala di un
tempo e la mappa di uno spazio mitici quanto remoti.
La balena incarna il tempo lento e grande della natura e della storia,
così come le «cartografie», realizzate dall’artista
in precedenza, visualizzano accadimenti e territori di milioni di anni
fa: sette fasi della deriva dei continenti cucite su gomitoli di lana
(Ryokan project), la calotta polare o una zona dell’era glaciale
in paraffina (Nord e Vorland), ad esempio.
Ridisegnando il moto invisibile e incessante della terra piuttosto che
la crescita di organismi vegetali (Licheni), Claudia Losi ripercorre e
da forma al tempo.
Crea inoltre mappe e percorsi che sono esplicitazione di mappe e percorsi
della mente.
In questo senso l’artista mette in gioco una simbiosi tra paesaggio
naturale e mentale: rimodellare mappe o fenomeni naturali non è
pura restituzione cartografica o rappresentazione, ma possibilità
di rivivere l’esperienza fisica e mentale dell’attraversamento
di uno spazio, di un tempo, di un fenomeno.
Il progetto Balena si colloca dentro questo orizzonte di pensiero.
Il progetto Balena ha anche un aspetto ludico. In un certo senso, per
analogia riporta all’idea del circo come contenitore di meraviglie,
di particolarità, regno dello «straordinario».
La balena, che appartiene ai mari di tutto il mondo, Mediterraneo compreso,
mostro per la mitologia greca, arca per Giona, costellazione equatoriale,
raccoglie nella sua mole storie e geografie distanti e differenti, antichi
miti e racconti del presente, elementi di realtà e d’immaginazione.
Alessandra Pioselli
(Febbraio/Marzo 2004)
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(IT)
BALENAPROJECT | e altre storie Animali antichissimi, a sangue caldo,
mammiferi proprio come noi, dai tempi più remoti le balene popolano
le vastità dei mari e degli oceani. Si trovano a latitudini diverse,
nuotano velocemente vicino alle coste oppure al largo, dove il fondo può
raggiungere i 2000-2500 metri di profondità.
Sono animali riservati, spesso solitari, giganti schivi che compaiono
in superficie per un attimo, quando emergono come apparizioni fantastiche
e possenti, il tempo di respirare o di lanciare verso l’alto uno
spruzzo accompagnato da un soffio ed esibirsi in danze d’amore.
Poi si riimmergono lasciandosi dietro una grande bolla circolare. Sono
capaci di tenersi in contatto tramite vocalizzi a bassa frequenza che
compongono un vocabolario ampio e complesso, comunicando a migliaia di
chilometri di distanza attraverso le enormi estensioni oceaniche.
Sono pacifiche e pare che, ad onta delle dimensioni portentose e dei numerosi
segreti che ne avvolgono l’esistenza, comunichino, in chi le incontra,
un senso di calma e di tranquillità.
Le balene sono da sempre capaci di catturare e nutrire l’immaginazione
dell’uomo simboleggiando il mistero, la sfida, l’utopia. Quando
con la loro sagoma grigia gigantesca e potente s’inabissano portando
con sé i segreti della propria vita sottomarina, evocano, ai nostri
occhi, regioni inesplorate ed insondabili profondità, tutto ciò
che ha origini troppo remote nel tempo per poter essere recuperato, tutto
ciò che è destinato a restarci celato.
Un tempo, milioni di anni fa “nuotavano tra le colline dove ora
volano stormi d'uccelli”, dice Claudia Losi, citando Leonardo da
Vinci. “Le loro ossa sono state trovate in molte zone calcaree dell'Appennino
settentrionale, dall'Astigiano al Bolognese, passando per le colline del
Piacentino.
“Durante gli anni Settanta, per molte città d'Italia, girava
per le piazze una balena vera, conservata con formalina, e mostrata sotto
un tendone con luci arancione. Le persone che me lo hanno raccontato parlavano
di un intenso odore nelle narici e della difficoltà di avere una
percezione totale dell'animale: parlavano degli incontri con l'occhio
dell’animale. Ci si poteva camminare accanto su una passerella che
ne costeggiava il fianco”. Anche molti operatori subacquei che hanno
incontrato balene parlano del loro sguardo, uno sguardo in grado -cito
Pio D’Elia - di far percepire come la nostra umanità sia
intimamente legata a tutte le altre creature, e in particolare alle pacifiche
balene, che vivono nella vastità degli oceani […].
BALENAPROJECT è il titolo del progetto più recente di Claudia
Losi.
La riflessione ed i progetti di Claudia Losi sono sempre stati legati
all'attrazione per una natura profondamente amata, concretamente esperita,
rigorosamente analizzata.
Muovendosi tra un approccio emotivo e uno più concettuale, Claudia
Losi coagula, nella propria pratica artistica, l’interesse per i
mutamenti storici e per la stratificazione e la complessità dei
fenomeni naturali, l’attrazione per discipline come la cartografia,
la geografia, la geologia, l’etologia, l’antropologia e la
letteratura, per l’arte preistorica, per la poesia; giungendo ad
esprimere inquietudini ecologiche e più ampie considerazioni sociali.
Claudia Losi utilizza, nelle proprie opere, qualsiasi tipo di materiale
e di mezzo tecnico; ma ricamo e cucito sono sempre stati tra i suoi strumenti
di predilezione in quanto capaci di trasporre i tempi lenti della natura
e in quanto metafore dell'intrecciarsi di legami e relazioni.
Proprio ai legàmi fondamentali fa riferimento una delle più
recenti serie di sculture dell’artista, Atti d’Amore (2003).
Si tratta di sagome in feltro sospese a varie altezze per mezzo di fili
elastici, rappresentanti coppie di animali (mante, serpenti, cani, ma
anche una donna col proprio piccolo) colti in atti di riproduzione o di
protezione, di relazione: una relazione nel segno fecondo della positività.
A partire dal 1998 Claudia Losi, animata da un’attitudine progettuale,
è interessata alla comunità e ai suoi valori d’identità,
ha anche intrapreso una serie di progetti collettivi di ampio respiro.
Progetti intesi a cogliere i segnali provenienti dal mondo intorno: sia
dal territorio che dalle persone che lo abitano. Questi progetti diventano
anzitutto dispositivi per raccogliere storie e per intessere relazioni.
In questo senso BALENAPROJECT è emblematico.
Si tratta di un impegnativo progetto in progress consistente nella realizzazione
di una balena in tessuto nelle dimensioni reali: 23m di lunghezza per
4m d'altezza. Il tessuto in lana, di due tonalità di grigio melangiato,
è solamente cucito e riproduce più fedelmente possibile
le caratteristiche anatomiche del cetaceo Balenoptera Physalus, il più
grande e veloce del Mediterraneo. Appena cucita la balena, o meglio la
sua “pelle”, ha cominciato un viaggio, un percorso attraverso
luoghi diversi, per lo più al di fuori degli spazi convenzionalmente
deputati all’arte contemporanea. E’ stata animata, abitata
tramite performance. Poi è stata riempita, resa tridimensionale,
in modo da corrispondere esattamente all’anatomia del cetaceo, al
suo corpo affusolato, con la grande coda piatta e la testa idrodinamica
che pare un cuneo allungato.
Per un progetto di tali dimensioni non basta una persona. L’iter
della balena ha comportato contributi diversi: la consulenza dell’Associazione
Battibaleno; gli spazi, il tessuto, la tecnologia e il personale per la
cucitura forniti dai Lanifici Botto Giuseppe & Figli e dai laboratori
delle Confezioni Boglietti di Biella; la consulenza scientifica e il contributo
di Piscine Laghetto di Cremona, per il pallone interno che permette il
gonfiaggio della balena, la competenza tecnica del tappezziere Gabriele
Paglino di Lissone (Monza) per il rivestimento interno. All’impresa
stanno partecipando videomakers, web-graphic designers, musicisti, attori
e anche altri artisti, scienziati appassionati d’arte, che si sono
impegnati a favore del progetto secondo modalità diverse. Tutti,
oltre alle specifiche competenze, hanno apportato una dose di curiosità
e di generoso entusiasmo.
La balena approda a Lerici per la prima volta nella pienezza del proprio
volume dopo che la sua mitica immagine è stata al centro di un
laboratorio didattico estivo della durata di un mese destinato ai più
giovani abitanti del paese; il workshop organizzato dall’Assessorato
alla Pubblica Istruzione, svoltosi all’interno del parco dell’Agriturismo
Rosa Canina e curato da Valeria Tognoni e Gabriele Landi, ha impegnato
i bambini nella creazione di pesci e balenotteri in stoffa e nell’elaborazione
di storie relative a questi animali. Inoltre una ventina di bambini di
Sarzana, guidati da Maria Carlotta Pucci di Progetto Uomo 1, hanno realizzato
una ‘balena mosaico’ in frammenti di vetro raccolti al fiume
Vara. Il tutto - animali e racconti -, destinati ad essere presentati
nella piazza principale di Lerici insieme alla grande sagoma grigia della
Balena, durante un evento-performance della durata di una giornata. Tutt’intorno
Balenii, narrazione fantastica sul tema marino (liberamente ispirata a
‘The Hunting of the Snark’, di Lewis Carrol) ad opera di una
compagnia di attori nel ruolo di cantastorie (Francesca Mazza, Marco Cavalcoli,
Chiara Lagani, Angela Malfitano, Marco Manchisi) che racconta di BALENio,
mitico e leggendario ‘monstrum’, creatura ambigua, doppia
e inafferrabile. Il BALENio “come ogni ‘monstrum’ è
il non visibile, il non rappresentabile che tuttavia, con stupore e terrore,
percorre l’esistenza”.
Così BALENAPROJECT fa da vero e proprio catalizzatore di passioni
e di energie, di vissuti di emozioni ed esperienze, e diventa a sua volta
un serbatoio di stimoli e di immagini per la vita quotidiana.
Gabi Scardi
(Settembre 2004) - Pubblicazione disponibile
(EN)
BALENAPROJECT | and other stories
Ancient animals, warm-blooded, mammals just like us, for ages whales
have inhabited the vast depths of the seas and the oceans. They are found
in different latitudes, swimming quickly near the coasts or in the open
sea, where the ocean floor can reach depths of 2000-2500 meters.
They are reserved animals, often solitary, shy giants that at times appear
on the surface when they emerge as fantastic and powerful apparitions,
the time it takes to breath and to shoot up into the air a plume of steam
accompanied by a slight blowing of air. The time for a dance of love.
Then they dive again leaving behind a large circular wake. They’re
able to keep in contact with each other via low frequency vocalizations
that make up a wide and complex vocabulary, communicating over the thousands
of kilometers of the enormous oceans.
They are peaceful and it appears that, in spite of the enormous size and
the numerous secrets that surround their existence, they can communicate,
to those that encounter them, a feeling of calm and tranquility.
Whales have always been able to capture and nurture the imagination of
man symbolizing mystery, challenge and utopia. When their gigantic and
powerful shape dives under water taking with it the secrets of its own
sub-marine life, they evoke in our eyes, unexplored and unknowable depths,
everything that has its origins too remote in time to be recovered, everything
that’s destined to remain hidden.
Once, millions of years ago “they swam in the hills where now flocks
of birds fly”, says Claudia Losi, citing Leonardo da Vinci. “Their
bones were found in many calcareous areas of the northern Apennines, from
the area around Asti to Bologna, moving through the hills of Piacenza.”
“During the 1970’s, a real whale was found to be found in
the squares of many Italian cities, preserved in formaldehyde and exhibited
under a tent with orange lights. The people who told me this spoke of
an intense odor in their nostrils and of the difficulty they had in getting
a complete view of the animal: they spoke of the meetings with the eye
of the animal. You could walk next to it on a gangway that ran along its
side”. Many scuba divers who have encountered whales have spoken
of their gaze, a gaze capable of – citing Pio D’Elia –
making you perceive how our humanity is intimately tied to all the other
creatures, and in particular to the pacific whales that live in the vastness
of the oceans (…).
BALENAPROJECT is the title of the most recent project of Claudia Losi.
The reflection and the projects of Claudia Losi have always been tied
to her attraction to a profoundly beloved nature, concretely investigated,
rigorously analyzed.
Moving between an emotional approach and a more conceptual one, Claudia
Losi coagulates, in her own artistic practice, the interest for historical
changes and for the stratification and complexity of natural phenomena,
the attraction for disciplines like cartography, geography, geology, ethology,
anthropology and literature, for prehistoric art and poetry; expressing
areas of ecological preoccupation and wider social considerations.
Claudia Losi uses in her own works any kind of material and technical
means; but embroidering and sewing have always been among her preferred
instruments in as much for their ability in transposing the slow passage
of time in nature and as a metaphor of the weaving of connections and
relations.
In this sense BALENAPROJECT is emblematic.
It’s a serious project in progress that consists in the realization
of a real size whale made out of fabric: 23 meters long, 4 meters high.
The wool fabric with a mixed grey tonality is only sewn and reproduces
as faithfully as possible the anatomical characteristics of the cetacean,
Fin Whale or Balenoptera Physalus, the largest and fastest of the Mediterranean.
As soon as the whale is sewn, or better, it’s “skin”,
it started a journey, a road through different places, for the most part
outside of the conventional spaces used by contemporary art. It was animated,
lived in through performances. Then it was filled, rendered three-dimensional,
so as to correspond exactly to the anatomy of the cetacean, to its streamline
body, with the great flat tail and the hydrodynamic head that looks like
a stretched cone.
One person is not enough for a project of this size. The journey of the
whale implied diverse contributions: the consultation of the Battibleno
association; the areas, the fabric, the technology and the personal for
the sewing provided by Wool makers Botto Giuseppe & Figli and the
laboratories of Confezioni Boglietti of Biella; the scientific consultation
and the contribution of Laghetto of Cremona, for the internal mechanism
that allowed the whale to be inflated; the technical expertise of the
upholsterer Gabrile Paglino of Lissone (Monza) for the internal soft surface.
Videomakers, web and graphic designers, musicians and actors, artists
and sceintists fan of art are participating in the project and have become
involved in the project in different ways. All of them, beyond their specific
areas of expertise, have contributed a dose of curiosity and generous
enthusiasm.
The whale comes to Lerici for the first time in the fullness of its size
after its mythical image was at the center of a summer learning laboratory
organized by the Councilman for Public Education, curated by Valeria Tognoni
and Gabriele Landi, where it involved children in the creation of cloth
fish and whales and in the elaboration of stories related to these animals.
Everything – animals and stories – to be presented in the
main square of Lerici together with the great black outline of the Whale,
during a day long event-performance. All around Balenii, an imaginary
narration on a marine theme (loosely inspired by The Hunting of the Snake
by Lewis Carrol) performed by a company of actors in the role of story
tellers (Francesca Mazza, Marco Cavalcoli, Chiara Lagani, Angela Malfitano,
Marco Manchisi). They tell of the Balenio, legendary and mythical 'monstrum',
an ambiguous creature, double and dangerous. The Balenio, like all 'monstrum',
is the non-visible, that which can not be represented, but which nonetheless
wanders about our existence, with amazement and terror.
In this way Whale acts as a real catalyzer of passion and energy, of life’s
emotions and experiences, and it becomes in turn a reservoir of stimuli
and images for daily living.
Gabi Scardi
(September 2004) - Publication available
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