![]() |
![]() |
||||||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
| Notes/Appunti | Art Crtitic/Critica d’arte | Literature/Letteratura | Images/Immagini | Sounds/Suoni | |||||||
|
UNA BALENA E DUE FUNERALI |
|||||||
|
Carlo F. mi ha raccontato della consuetudine di molti
pellegrini, nel Medioevo, di offrire ossa di coccodrillo, animali e pietre
esotiche alle chiese. Anche ossa di balena. Una costola è visibile
sul lato destro esterno del Duomo di Modena. C’era chi credeva fossero
ossa di drago. Anche a Verona, accanto a Piazza delle Erbe, c’è
una volta in mattoni tra due meravigliosi palazzi. Nel mezzo scende un
perno in metallo che trattiene una costola di balena. E’ chiamato
l’angolo della Costa… chissà da quando. |
|||||||
|
Jean scrive: “Dovremmo trovare il tempo di vederci per scambiare le nostre impressioni della battaglia (del combattimento ?) colla balena. C'è un testo di Perec, nella "Disparition" (questo romanzo scritto senza ‘e’) in cui si ritrova Moby Dick. En voici la fin : Jusqu'au bout, j'irai voulant ta mort, hurlait Achab,
du fond du Styx j'irai t'assaillir. Dans l'abomination, j'irai crachant
sur toi! Sois maudit. Cachalot, Soit maudit à jamais! Il tomba,
ravi par l'harpon qui filait. Moby Dick, bondissant, cloua Achab sur son
dos blanc, puis piqua au fond du flot. L'on vit un ravin blafard, canyon
colossal, s'ouvrir au mitan du flot, tourbillon blanc dont la succion
aspira un à un marins morts, harpons vains, canots fous, galion
maudit dont la damnation avait fait un corbillard flottant... Apocalypsis
cura figuris : il y aura pourtant, il y aura toujours un survivant, Jonas
qui dira qu'il a vu un jour sa damnation, sa mort, dans l'iris blanc d'un
rorqual blanc, blanc, blanc, blanc, jusqu'au nul, jusqu'à l'omission
! |
|||||||
|
Porto le pezze di asciugamano tinto di verde a Khady
F. perché vi ricami le ‘ombre’ delle balene. E’
per un lavoro, Naviganti, che dovrò presentare dopo qualche mese.
Una simulazione in gommapiuma delle colline dolci del primo Appennino
Piacentino. Come su prati visti dall’alto le sagome delle balene
che volano… al posto degli stormi d’uccelli. Khady ride, quando
vede le immagini di balene comuni che le ho portato. Io le dico «Ricama
queste immagini così come ti vengono». Alla fine ha ricamato
solo i profili, di blu scuro, con uno strano punto a lisca di pesce incrociato |
|||||||
|
Sabrina mi manda alcune fotocopie da considerare come ‘appunti’. Da Arte e illusione di Gombrich Ma gli artisti olandesi della fine del Cinquecento, grandi
maestri di realismo erano davvero capaci di ritrarre dal vero una balena?
Evidentemente no, dato che l'animale ha un'apparenza sospetta, come se
avesse le orecchie, e di balene con le orecchie, ci assicurano i competenti,
non ne esistono. Il disegnatore probabilmente ha scambiato una delle pinne
della balena per un orecchio e perciò l'ha messa troppo vicino
all'occhio. Anche lui è stato fuorviato da uno schema familiare:
lo schema della testa tipica. Disegnare una cosa non familiare presenta
maggiori difficoltà di quanto non si pensi. E questa, suppongo,
è anche la ragione per cui l'incisore italiano ha preferito copiare
la balena da un'altra stampa. Non è necessario mettere in dubbio
la parte della didascalia che ci dice che il fatto è avvenuto ad
Ancona, ma quanto a ritrarre di nuovo l'animale "dal vivo" non
ne valeva la pena. |
|||||||
|
Marin D., di 10 anni, scrive una cartolina (imbucata
a St, Hilaire Le Chateau, Creuse) rispondendo alla richiesta che gli avevo
fatto e cioè di decidere un nome per la balena. Si chiamerà
Célestine. Un bel nome per una balena di 23 metri. Celesti come
gli occhi enormi di Marin. Come si dice in bretone celeste? |
|||||||
|
Sotto i portici di Piazza Duomo, a Piacenza, durante
il mercato. Sento dei tizi parlare tra loro. Un frammento di conversazione:
«Ci vuole l’olio di balena», dice uno, «Ma l’è
bsònt abòta!», risponde l’altro, «T’al
sèt, ghe anca la pùar ad balena!», termina il terzo. |
|||||||
24Ottobre, 2003 (top ^) da un sito dove si propongono viaggi organizzati in Antartide… Port Lokroy, Antartide |
|||||||
|
Maria, dal lago, mi gira questo messaggio. Da: Greenews <greenews@greenpeace.it> Oggetto: Greenews - film: La ragazza delle Balene Caro amico di Greenpeace, con la presente desidero parlarti di un film che a breve sara' distribuito nelle sale cinematografiche italiane: "La Ragazza delle Balene". Greenpeace Italia suggerisce la visione di questo film per i suoi contenuti ecologici e ambientalisti, con particolare riferimento alla tutela e alla salvaguardia delle balene (leggi nota in calce: le balene sono in pericolo). La leggenda racconta che Paikea, capostipite del popolo Maori, raggiunse le coste della Nuova Zelanda sul dorso di una balena. Nel film, Paikea è una giovane ragazza, dolce e caparbia, discendente diretta di quel mitico antenato. Poiché nell'animo sa di essere una predestinata, aspira a diventare leader della sua comunità. Ma non sarà facile per una donna dimostrare di sapere combattere come un maschio e di riuscire a parlare alle balene, custodi dello spirito della stirpe Maori. Nella lotta ai pregiudizi, nella sfida alle tradizioni, le balene aiuteranno Paikea a conquistare il suo posto nel mondo. Avvincente e commovente, La Ragazza delle Balene conferisce il sapore della leggenda a un racconto di formazione che rimanda a Billy Elliot. Vincitore del premio del pubblico ai festival di Sundance, San Francisco, Rotterdam e Toronto (dove il premio ha dato il via al successo di film come La Vita e' Bella, American Beauty, La Tigre e il Dragone, Il Favoloso Mondo di Am?lie), La Ragazza delle Balene ha riscosso grandi consensi in tutto il mondo. Per saperne di piu' puoi collegarti al sito www.bimfilm.com/laragazzadellebalene. Le due anteprime, che si terranno il 6 novembre presso il Cinema Colosseo di Milano e presso il Cinema Quattro Fontane a Roma, sono ad ingresso gratuito. Le offerte raccolte saranno destinate alla campagna per la salvaguardia delle balene di Greenpeace. Per maggiori informazioni su come sostenere la campagna di Greenpeace a favore delle balene, collegati al sito: www.greenpeace.it/whales Ivan Miori Coordinatore Campagne Oceani LE BALENE SONO IN PERICOLO "La Ragazza delle Balene" è un film
che ci aiuta a comprendere il forte legame fra cultura del rispetto per
l'ambiente e sopravvivenza di quest'ultimo. Le balene appaiono come il
tramite attraverso cui un popolo, quello dei Maori, afferma e rafforza
la propria identità in un mondo che |
|||||||
10 Novembre 2003 (top ^) Tutte le volte che mi capita di incontrare balene ti penso, e ormai capita spesso: "... Insegnandomi la geografia, mia madre mi raccontava
di tutti i paesi dov'era stato mio padre da giovane. Era stato in India,
dove s'era preso il colera, e, credo, la febbre gialla; ed era stato in
Germania e in Olanda. Era stato poi anche nello Spitzberg. Nello Spitzberg,
era entrato dentro nel cranio della balena, per cercare i gangli cerebro-spinali:
ma non era riuscito a trovarli. S'era sporcato tutto col sangue di balena,
e i vestiti che aveva riportato indietro, erano imbrattati e duri di sangue
secco. C'erano in casa nostra molte fotografie di mio padre con le balene;
e mia madre me le mostrava, ma mi lasciavano un po' delusa, perchè
erano fotografie sfocate, e mio padre non appariva che al fondo, una minuscola
ombra; e della balena non si vedeva né il muso, né la coda;
si vedeva soltanto una specie di collina seghettata, grigia e nebbiosa:
e la balena era quello..." (Natalia Ginsburg "Lessico famigliare") |
|||||||
|
“Ti passo il testo che ho fatto oggi con i ragazzi. E' tratto da Il Manifesto del 26 luglio 2003. Per il tuo archivio baleniero. Tuo M” Quanto valgono le balene dell'800? di MARINA FORTI Quante balene popolavano gli oceani prima che gli umani cominciassero a cacciarle? La risposta a questa domanda è molto più che una curiosità scientifica. La Commissione baleniera internazionale (International Whaling Commission), ovvero l'organismo intergovernativo che regolamenta la caccia alla balena, 17 anni fa ha dichiarato una moratoria sulla caccia a tutti i cetacei - moratoria per la verità relativa, perché la Norvegia e il Giappone, che fanno parte della Commissione, rivendicano il diritto a cacciare un certo numero di balenottere, capodogli e altre spece di cetacei con l'escamotage della ricerca scientifica: ogni anno le riunioni della Commissione baleniera si risolvono in grandi bracci di ferro sulle quote di balene cacciabili per il bene della scienza (e del mercato, poiché la carne di balena è legalmente commerciata e mangiata in Giappone, e il suo grasso ha ancora diversi usi). Comunque sia, la Commissione mantiene la moratoria dichiarata nel 1986: la politica concordata tra i suoi 51 stati membri è che il divieto di caccia sarà tolto nelle regioni dove la popolazione di balene (specie per specie) avrà raggiunto il 54% del suo numero originario, di prima che cominciasse la caccia commerciale, ovvero metà del diciannovesimo secolo. Dunque, stabilire quanto numerose fossero a metà dell'800 le popolazioni di balenottere, capodogli, megattere diventa decisivo per stabilire se questi mammiferi saranno presto cacciabili... Ecco perché è tanto interessante lo studio pubblicato ieri dalla rivista scientifica Science. Due ricercatori americani vi sostengono che finora il numero di balene che popolava l'Atlantico settentrionale è stato gravemente sottostimato. Il fatto è che finora le stime si basano sulle notizie raccolte appunto a metà dell'800 dalle navi baleniere. Ma le notizie storiche sono incomplete. Stephen Palumbi, biologo alla Stanford University, e Joe Roman, dottorando in biologia a Harvard, hanno usato invece la genetica. «La genetica delle popolazioni ha in sé delle informazioni sul suo passato», scrive Palumbi: «Se sai leggere la quantità di variazioni genetiche - la differenza nel Dna tra un individuo e l'altro di una popolazione di balene - e sai calibrarle, puoi stimare le dimensioni storiche di una popolazione». I due ricercatori hanno studiato tre popolazioni di balene dell'Atlantico settentrionale: la megattera, la balenottera comune e la balenottera minore, ovvero tre specie che sono state decimate dalla caccia commerciale tra la metà dell'800 e gli inizi del `900. Sostengono che un secolo e mezzo fa queste erano assai più numerose di quanto stima la Commissione: almeno 800 o 900mila esemplari. Mettendo a confronto il codice genetico di 188 megattere, i due ricercatori sostengono che la popolazione storica doveva contare 240mila individui, cioè dodici volte più di quanto stima la Commissione; estrapolando, dicono che la popolazione mondiale di megattere poteva raggiungere il milione e mezzo, quindici volte più dei 100mila esemplari finora stimati. Nel caso della balenottera minore, dopo aver analizzato campioni di Dna di 87 individui, Palumbi e Roman dicono che la popolazione pre-caccia nell'Atlantico settentrionale doveva contare almeno 265mila esemplari, ovvero circa il doppio di quante ne esistono oggi. L'analisi del Dna di 253 balenottere comuni da risultati analoghi: dovevano essere 360mila, dieci volte più della stima storica della Commissione. Lo studio pubblicato ieri dice che le popolazioni attuali
di queste tre balene sono ancora troppo esigue per permettere di riprendere
la caccia. I numeri fanno differenza: se le megattere erano ventimila
in epoca storica (come stimato dalla Commissione), e sono quasi diecimila
oggi, signifca che nel giro del prossimo decennio la Commissione potrebbe
autorizzarne di nuovo la caccia. «Ma se la popolazione originaria
era di 240mila individui, come suggerisce la genetica, allora non si dovrebbe
parlare di caccia per i prossimi 70 anni o un secolo». Facile immaginare
che su questi dati scoppieranno polemiche non solo o strettamente scientifiche. |
|||||||
resoconto del ritrovamento di una balena su una spiaggia, in… Karachi's entertainment-starved public--who were not bothered about the issue of its origins--thronged to the beach to see the giant creature By Rubina Jabbar. The landing of a dead whale on Clifton beach a few days ago inviting curiosity as well as controversy, leaving the experts undecided about which family of whale it belonged to--Humpback or Fin whale? But the entertainment-starved public--who were not bothered with the issue of its origin--thronged to the beach to see the giant creature. The Sindh Wildlife Department, which took the possession of the dead creature and conducted its dissection, declared it was a Fin Whale, while the World Wide Fund for Nature (WWF) Pakistan in the light of their research and examination insisted on calling it a Humpback. "About 14-35 grooves are usually found in Humpbacks and the dead whale had 22 grooves on the throat and chest," says Dr. Ejaz Ahmed, deputy director general of WWF-Pakistan, in support of their point of view. According to his findings, a Humpback whale grows to about 52 feet in length ; while the washed up whale at Clifton was 48 feet in body length and its flippers measured about 14 feet. Dr. Ahmed states that Humpback is a baleen whale that does not contain tooth, rather filters feeder. According to a study, Humpbacks have hundreds of rigid strips made up of material similar to human fingernails which hang down from the upper jaw all around the mouth. These strips called 'baleen' fuse into wider plates which may reach up to three feet in length. "The ends of baleen are bristly and frayed and intertwined with the edges of adjacent plates to form a filtering system." "Humpbacks have a cylinder shape flipper extending 50 feet and the dead whale had 48 feet long flipper. They can consume nearly a ton of food in a day's time," informs Dr. Ahmed. But Fahmida Firdous, project officer, Marine Turtle Project of Sindh Wildlife Department, who supervised the seven-day dissection operation executed by about 11 professional butchers and their helpers at the Clifton beach, has said it was a Fin Whale. "We do not have whale experts with us but we are sure it was a male Fin Whale. According to SWD total length of the dead whale, which weighed around 10 tons, was 56 feet. This specie usually attains a length of 69 feet and weighs over 70 tons, and the recorded maximum length is 88 feet," she says. Dr. Quddusi Kazmi, director, Marine Reference Collection and Reference Center, University of Karachi, who visited the site to examine the deep-water creature, has said both point of views should be respected. "The size of flipper and number of grooves on throat and chest suggested it was a Humpback. Fin whales have flippers relatively shorter in size," says Dr. Kazmi. "On the basis of apparent features like fins, snout and crest we are determined it's a Fin Whale. But no matter whether you call it Fin or Humpback it's a whale," comments SWD Conservator Munir Awan commented. Well, both WWF-Pakistan and SWD have agreed that the whale washed ashore eight kilometers of McDonalds restaurant on Clifton beach was a male. "The dead whale sank into sand was found lying upside down due to which its identification characteristics had perished," says Dr. Kazmi According to Fahmida, "a Fin Whale was found lying on rocky beach at Gaddani Beach in May 1995. I attempted to have a closer view of its mouth to determine its gender but the foul smell of the decomposed body did not allow that and left me nauseous." Owning to foul smell of the stinking body many butchers had refused to do the job and they hired professionals on a charge of Rs. 500 and 300 daily to remove the flesh skillfully and it took them a whole week to finish the job and transporting it into pieces to the SWD office. "We retrieved some meat, waste matter, intestines for examination and buried the unwanted things in the sand off the sea. We invited different concerned departments to join us but none of them paid heed." "Articulation of bones would take two months. Once the bones are dried they would be dipped into chemical and then articulated into skeleton," informs Fahmida About the causes of death Quddusi says, "collision with a ship could have been the most likely cause of death as the front fin of the dead whale was broken. "Humpbacks found in deep water in Arabian Sea usually travel in schools, so it might have stranded from the school and hit by some passing ship. Hunger, lack of food, injury, parasitic or any other disease are other likely causes of its death," adds Quddsia. "Parasites could be external or internal but external parasites have remote possibilities because Humpbacks' blubber or fat layer is 20cm thick due to which penetration is not easy," she further informs. "Humpbacks breathe through a double blow-hole located on top of their heads. Breathing is voluntarily and the nasal plugs found in the blow-holes remain closed until forced open by respiratory contractions. Internal parasites could have shrunk the nasal passage causing difficulty in breathing and leading to its death," suggests Fahmida. According to Fahmida, the cause of death of the whale which might have died a month before it was found ashore seemed to be natural; or some bullet could also have hit it. "The stranded whale has no marks of injury. So, possibly it might have died naturally. Although the life span of a Humpback whale is 45-50 years," observes WWF. Mohammad Ali Shah, chairman, Fisher Folk Forum Pakistan (FFP) perceives the pollution caused by oil tankers as the cause of its death. There is evidence of numerous sightings and stranding of whales along the Karachi coast in the past. "Whale is called 'weesar' in local language which means it had been frequenting our coast due to which locals gave it this name," explains Shah. "We are interested in the display of its skeleton, different organisations, including the Karachi Zoo, showed interest in retaining its skeleton. But when we have provisions to do that why shouldn't we display it. We would lend it for some days to the zoo so that a large number of people could view it," says Munir. Dr. Ahmed appreciating the SWD has said, "In spite of lack of resources, trained staff, expertise and the absence of previous practices of handling such cases, they dealt with the case properly." Whales are not fish. They are cetaceans, warm-blooded marine mammals which breathe air and nurse their young. Unlike fish, a whale swims by moving its flukes (tail) up and down. The blue whale is the largest known animal ever to have lived on sea or land. Individuals can reach more than 110 feet and weigh nearly 200 tons, more than the weight of 50n adult elephants. Humpback, the fifth largest of the great whales is an endangered specie. The name Humpback describes the motion it makes as it arches its back out of the water in preparation for a drive. It has a stout body and very long flippers. The head is rounded and bulky. It is usually observed in four different colour schemes, ranging from white to gray to black to mottled. Their undersides are pale to white. Humpbacks are carnivores and filter feeder that filter feed tiny crustaceans and small fish. They migrate to breed in tropical waters and much shallow seas. Fin whales, also an endangered specie, are brownish grey above and white below. The colour pattern is asymmetrical: the lower jaw is white on the right side and dark on the left. Fin whales are second only to blue whales in length but are more slightly built. The dorsal fin is strongly curved and is about 60cm high. Fin whales have an average of 85 throat grooves that extend to the navel. Each side of the upper jaw bears 350-400 baleen plates. At physical maturity males and females average 19 and
20 meters in length, respectively. It is presumed that a population of
Humpbacks breed off the coast of Oman, and possibly the stranded whale
came from this population. A Humpback whale was previously stranded near
Port Qasim in 1984, and later another individual was found stranded at
Sandspit in late '80s. The skeleton of this specimen has been articulated
at the Naval Museum in Karachi for display. |
|||||||
|
Messaggio C. B. con riferimento al taglio del tessuto. Ho rivisto con modelliste come risolvere al meglio il
problema. L'ideale è costruire un "manichino" a forma
di balena: Basterebbe un modellino in scala 1:20 (la balena di 22 mt diventa
1,1 mt) su cui appoggiare l'equivalente delle pezze (150 cm di altezza
diventano 7,5cm). Poi vengono realizzate le varie parti, digitalizzate
sulla tavola del sistema di cad che abbiamo visto in Boglietti trasferite
al tagliatore che le riporta a dimensione reale e le taglia. Per realizzare
il "manichino della balena" (che potrei realizzare io manualmente)
ho bisogno oltre alla sezione consegnata in disegno le sezioni longitudinali.
Penso che ne bastino 8/10 L'importante è vedere come riprodurre
l'andamento sinuoso(e non rettilineo) della colonna vertebrale e se questo
andamento sarà rispettato anche dalla vescica interna di gonfiaggio.
|
|||||||
|
Da una mail di A., inglese. Un'altro bel progetto. Spero di poter un giorno seguire la sua migrazione per le città del Canada. Adesso vorrei anche cercare delle imagini della 'balena nella vasca' che girava le città italiane negli anni 70. Mi ricorda la vicenda di una scultura grandezza naturale
di King Kong (se esisteva) che fu posizionata in mezzo ad una rotonda
a Birmingham (Inghilterra) e fatta di bronzo. Non mi ricordo se fu a causa
del chiasso della gente che la scultura fu rimossa o perché provocò
troppi incidenti. Comunque fini sopra l'ingresso del parco auto di un
signore irlandese che le demoliva. |
|||||||
|
Il racconto di Mauro di come ricorda la balena girovaga degli anni ’70. Si doveva chiamare, credo, Giona. Non era in una vasca
ma era ricoperta (o vi era stata immersa) di formalina e puzzava terribilmente.
Non, non ricordo luci arancione, ma tutti i disegni e i falsi ghiacci
dell’Artico con sagome di un orso polare e dei pinguini. Era messa
su un piano… gettata lì. |
|||||||
|
Message de J.D. d’un nufrage en Bretagne: Nous avons reçu les nouvelles concernant Célestine.
Le lendemain du premier de l'an une amie de Célestine c'est malencontreusement
échouée à la pointe de la Torche, système
de navigation déréglé par la tempête? maladie?
suicide? on n'a pas la réponse!!! Mais ne restons pas sur cette
note triste et envisageons l'avenir avec sérénité
et bonne humeur. bloavez mad Bonne année en breton. |
|||||||
|
I giorni del taglio e della cucitura. |
|||||||
|
Rientro a casa dopo aver cucito, finalmente, la balena. |
|||||||
23 Gennaio, 2004 (top ^) M. M. mi portano una video cassetta per bambini, Il canto
delle balene. Sulla custodia l’immagine infantile di un cetaceo
e di qualche gnomo barbuto. |
|||||||
4 Febbraio, 2004 (top ^) Un testo scritto qualche anno fa di cui Jean mi ha spesso parlato… ricordando forse una serata di canto dove una balena volava tra i faggi di Heidelberg. L’ange, la baleine et le poète Giono De Jean D’Yvoire |
|||||||
|
A. T. mi scrive, a proposito di un testo tradotto per il progetto Balena, quanto segue: “I may have let my freedom run a little here, but
I wanted the project to sound a little more ‘magical’ in the
‘Moby Dick’ sense: a creature whose presence in stories is
far greater than the real thing. Ho tenuto la versione inviata. |
|||||||
21 Marzo, 2004 (top ^) A febbraio, in occasione della nascita della balena, Elisabeth, con gli auguri di tutta la famiglia, scrive la seguente mail: WhhhhhhaaaaaOOOOOOO!!! Tuturututu Tra i faggi !! Per Primavera mi manda un testo
di De Luca. |
|||||||
Matteo M. Thar she blows! Dead whale explodes
Taiwan Apple Daily via Reuters Blood and guts litter this street in Tainan, Taiwan, after decomposing organs in the sperm whale in background caused it to explode. TAIPEI - Residents of Tainan learned a lesson in whale biology after the decomposing remains of a 60-ton sperm whale exploded on a busy street, showering nearby cars and shops with blood and organs and stopping traffic for hours. The 56-foot-long whale had been on a truck headed for a necropsy by researchers, when gases from internal decay caused its entrails to explode in the southern city of Tainan. Residents and shop owners wore masks while trying to clean up the spilt blood and entrails. "What a stinking mess. This blood and other stuff that blew out on the road is disgusting, and the smell is really awful," a BBC News report quoted one Tainan resident as saying.
Taiwan Apple Daily via Reuters
|
|||||||
8 Aprile, 2004 (top ^) Mariangela C. manda un telegramma… per lettera, però. Come DESTINATARIO: Baleniera Major Fluttuante |
|||||||
"Ah, non è stato semplice scovarla! "
esordì il negro fieramente. Già sulla strada per la spiaggia
laggiù c'erano segnali con la coda di balena, ma in giro non se
ne vedevano. Per conto mio, io volevo soltanto una costola, visto che
il cranio non me lo potevo portare, così mi accompagnarono dal
negro Gico. Era quasi buio e ce n'erano diverse lì di ossa. Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine |
|||||||
|
L'abitante di un altro pianeta che, discendendo sulla
terra a bordo di una mongolfiera, osservasse da grande altezza la superficie
del globo, volendo riferire sulla sua popolazione, direbbe: "I soli
esseri viventi che posso osservare laggiù sono di dimensioni assai
notevoli, da cento a duecento piedi di Nessun rapporto fra questa dolce razza di mammiferi che
hanno come noi il sangue rosso e il latte, e i mostri delle età
precedente, orribili aborti del limo primigenio. Le balene, molto più
recenti, trovarono un'acqua purificata, il mare libero e il globo in pace…. Ecco il vero fiore del mondo. Tutte le creature dal sangue scialbo, avaro, languido, vegetante, sembrano non avere cuore, se paragonate alla vita generosa che ribolle in questa sostanza purpurea, vi circoli la collera o l'amore…. …La balena ferita ne inonda il mare in un attimo,
tingendolo di rosso per largo tratto. Il sangue, che noi abbiamo a gocce,
le è stato prodigato a torrenti. |
|||||||
31 Maggio, 2004 (top ^) Da Massimo F., Gli uomini preistorici usavano zattere e arpioni Gli uomini dell'Età della Pietra potrebbero aver
cominciato a cacciare balene già nel 6000 avanti Cristo. Lo suggerisce
l'analisi delle incisioni rupestri scoperte nel sito archeologico di Bangu-Dau,
in Corea del Sud, che ritraggono più di 46 raffigurazioni di grandi
balene. Fonte: Le Scienze del 25 aprile 2004 |
|||||||
6 Giugno, 2004 (top ^) Carlo L. mi invia questo articolo Terra Terra. Balene estinte e in via d'estinzione, di F. Gioanetto Ha destato molta curiosità tra ecologi e ambientalisti la scoperta di due nuove specie di balene, «nascoste» negli ossari di alcune collezioni di scheletri marini di cetacei. Curiosità, e insieme preoccupazione. Annunciata dalla rivista scientifica internazionale Nature (462), il ritrovamento è stato fatto da alcuni ricercatori del Japanese National Research Institute of Fisheries Science, di Yokohama, Giappone. Estraendo del Dnd mitocondriale dalle ossa di alcuni esemplari cacciati nel 1976 nel 1998 nelle isole Salomone, il gruppo di tassonomisti ha potuto stabilire che la neodenominata Balaenoptera omurai, e la sua parente prossima Balaenoptera edeni si distinguono dalle altre sei specie di balene finora conosciute per la forma del cranio e le dimensioni dei fanoni. Non è la prima volta che la tassonomia di questi enormi cetacei marini viene ristabilita partendo dai loro resti ossei o di tessuti - era già successo diverse volte nel passato e, del resto, alcuni ricercatori pensano che anche fra le popolazioni selvatiche di orche e dei delfíni «naso di bottiglia» ci siano ancora nuove specie da definire. La preoccupazione per questa nuova scoperta tassonomica è dovuta al fatto che è proprio il Giappone è uno dei tre paesi, con Islanda e Norvegia, che ha riaperto da qualche anno la caccia delle balene oceaniche, camuffandola dietro una generica e indulgente «caccia per motivi di studio scientífico». In altri termini: benché i governi dei tre paesi in questione abbiano sottoscritto la moratoria internazionale decretata dalla Commissione Baleniera Internazionale, di cui fanno parte, che vieta dal 1981 la caccia alle balene per motivi commerciali, ogni anno si auto-assegnano una certa quota di balene caccaibili a «scopo scientifico». Così gli islandesi dall'inizio di maggio hanno già massacrato quattordici della «quota pattuita» di 38 balene da sacrificarsi alla ricerca scientifica, mentre le baleniere giapponesi hanno già abbattuto nel Pacifico settentrionale 260 balene durante la loro caccia estiva - il pretesto è studiare la dieta estraendo il contenuto stomacale e determinare l'età a partire del tessuto auricolare dei cetacei morti. Nel solo 2004 Norvegia, Giappone e Islanda hanno ucciso più di 1400 balene per «scopi scientifici», oltre 20.000 balene dal 1981. Secondo la Dolphin Conservation Society, (www.wdes.org), tra l'altro, ogni anno 20.000 delfini passano attraverso gli stessi mattatoi. Oltretutto, un recente rapporto redatto dal ministero dell'ambiente danese ha allertato sul rischio che corre la popolazione groenlandese nel continuare a cibarsi con carne di balene ed altri mammiferi marini per l'alta concentrazione di sostanze contaminanti che presentano questi animali nelle loro carni. Del resto il mondo delle balene non cessa di sorprenderci. Secondo il biologo marino Michael Bord, che da anni studia il loro comportamento riproduttivo, le balene non solo hanno creato dei livelli di cooperazione sociale fra i più sviluppati fra tutti i mammiferi, ma hanno sviluppato alcuni comportamenti comparabili ad alcuni aspetti definibili come culturali, come è il caso di alcuni dialetti specifici di alcuni «clan»: dove diversi gruppi di cetacei , nella stessa area e nello stesso tempo, si muovono per «piste marine distinte e mantengono distinti comportamenti di accoppiamento e di relazioni sociali di tipo matriarcale. A differenza delle società animali terrestri, dove è constante la competitività per l'accaparramento delle risorse, il conflitto e le gerarchie, la caratteristica della vita delle balene è, secondo gli specialisti, una sistema comportamentale costruito sulla cooperazione e la omogeneità sociale. Una ragione in più per difendere questi cetacei
e partecipare alle campagne di salvaguardia e di boicottaggio dei prodotti
ittici giapponesi, islandesi e norvegesi. A questo proposito è
iniziata una campagna di boicottaggio del salmone e dei merluzzi norvegesi
ed islandesi, mentre l'amministrazione statunitense ha avviato una campagna
di embargo nei confronti dell'Islanda. |
|||||||
9 Giugno, 2004 (top ^) Giorgio L. manda questa intervista trovata sul Sole-24ore a Antonio Di Natale, responsabile scientifico dell’Acquario di Genova. L’avrei poi conosciuto dopo qualche tempo e anche a lui ho proposto di ospitare la balena. “Cominciò una mappa degli avvistamenti,
di animali vivi, e a volte, morti. Ricordo il primo per me, una telefonata
in febbraio, una balena era stata spinta dalle onde ad arenarsi su una
spiaggia: un bestione di una ventina di metri, mezzo putrefatto; un puzzo
orrendo. Ma è capitato anche di coordinare salvataggi; 14 capodogli
rimasti intricati |
|||||||
28 Giugno, 2004 (top ^) Dal cd datomi in dote da Alberto Trapani. Insieme alla lettera, diverse immagini. Che percorso, che viaggio! Sono sceso fino nella mia pancia, alla ricerca di mio padre. Lì l’ho trovato. Anche Clarisse me lo aveva consigliato, cerca mi aveva detto. Tutta colpa di “Babbo babbino”. Di quel grido felice di quel burattino finalmente bambino che corre verso Geppetto, e finisce il film. Quel film, quanto ci impressionò a noi piccoli dell’epoca? Ha ragione Luca Beatrice; la mia, la nostra, coscienza estetica si basa più su un ricordo televisivo che sul Raffaello, e oserei dire; per fortuna. No non ho niente contro Raffaello. Non mi piace tanto e basta. Invece la televisione è la mia mamma. Io la guardo e lei sta li con me, mi tiene compagnia. Mi racconta le storie. Mi insegna la vita. Mi insegna l’onore. Ero proprio piccolo! Credo che non andassi neppure ancora a scuola. Infatti il disegno della balena (quello che con mamma tanto ho cercato), era nella cartellina dei disegni dell’asilo. Mi ricordo che la balena aveva tanti denti. Aveva così tanti denti che continuavo a disegnarne, e insoddisfatto ne disegnavo ancora, e la maestra mi chiedeva il motivo e io parlavo di denti… I denti. I vampiri sono stati il mio incubo per tutta l’infanzia. Ho paura di dare? Di dare il mio corpo? Mio papà mi teneva in braccio mentre io entravo anima e corpo oltre lo schermo, per fortuna mi teneva forte. Mi sono fatto un bel giro nella nostalgia e nella sofferenza, di tanto in tanto non fa male. Credo che chi perde il proprio padre il quale ha voglia di un’altra donna e di un'altra famiglia, a sua volta può avere voglia di un altro padre; ne ha il diritto! Io sono stato fortunato, ho avuto molti padri. Anche di mamme ne ho avute più di una. I miei papà cambiavano ogni tanto, oggi continuano a cambiali a seconda della voglia e delle necessità. Sono stato il figlio di mastro Ciliegia. Mastro Ciliegia potrebbe essere un buon padre. Ha i soldi e ha fortuna. Ha trovato un ciocco di legno vivo e parlante. Dove lo ha trovato? In un bosco magico? Lungo un fiume o sulla spiaggia? Da dove arriva il legno? Sarà stato aiutato da qualcuno? Comunque è fortunato; eppure, non ha nessuna voglia di gestirsi un bastone parlante e lo “sbologna” ad un altro. Oggi voglio essere figlio di mastro Ciliegia. Voglio che chi mi trova mi tenga. Bello il mio signor Ciliegia? Un gran lavoratore, Lavora il ferro ed è reale. È così reale che è addirittura sociale, o meglio lo era. Ha avuto un’esperienza con Peveragno 2000, la lista civica e di destra ma si è pentito e stufato. La mia mamma-fatina a mastro Ciliegia gli fa i conti delle tasse, e lui per sdebitarsi mi ha regalato un intero tronco di albero sezionato in due grossi pezzi… Non riesco a tagliarli e a scolpirli ancora meno. Credo di avere un blocco. È il dividere che sento demoniaco. Anche il pezzo della scuola era di rovere. Me lo aveva assegnato Nervo. Che gran professore, peccato che nessuno si ricordi che è un artista, e lo lascino morire nell’oblio per riscoprirlo tra una decina di anni. Mi fa schifo il mondo dell’arte. Eccomi qui signori, sono al centro. Ecco il mio corpo e la mia storia. Penetrate la mia prima marchetta. Per fortuna non tutto il male fa male. Che bella Claudia. È una persona normale… anzi speciale e simpatica. Molto simpatica. Sarà l’artista più simpatica del mondo? A Claudia a voi racconto il mio percorso un poco randagio. Ho cercato i libri nella mia nuova città di lingua francese fuori dall’Europa. Ho cercato la balena nella Vuria (il mio bosco opera-laboratorio, di San Giovenale di Peveragno) e ho trovato un burattino non digerito. Un burattino che vuole e continua a voler essere umano. Insomma sono partito da molte parti e sono arrivato da molte parti. Questo vi propongo di fare: partire da li e arrivare là. Grazie Claudia. Grazie ad a.titolo. Grazie artisti. Grazie lettore se vuoi contattarmi scrivimi albertotrapani@yahoo.it |
|||||||
28 Giugno, 2004 (top ^) Dote di Daria Martini e Corrado Marengo Una pagina web con l’immagine della costellazione detta della BALENA Descrizione: Estesa costellazione posta al di sotto dell’Ariete
e dei Pesci Mito: Oggetti più importanti: |
|||||||
29 Giugno, 2004 (top ^) Alessio Romano BALENE
|
|||||||
29 Giugno, 2004 (top ^) Dote di Irina Novarese, Torino Da Dizionario dei Simboli, di J. Chevalier e A. Gheerbrandt, 1. Il simbolismo della balena include differenti aspetti,
uno dei quali è legato al simbolismo generale del pesce*. |
|||||||
30 Giugno, 2004 (top ^) Giorgio L. Spero che a Torino ti baleni in mente di telefonarmi per dirmi come è andata. Per il momento ti giro questa notizia che ho letto stamattina sul sito ANSA: WASHINGTON - Tre milioni di dollari per salvare le balene. E' grazie a questo investimento che un gruppo internazionale di ricercatori ha lasciato la terra ferma alla volta dell'Oceano Pacifico per la prima parte di uno studio sui cetacei. La spedizione degli esperti a bordo della nave americana McArthur II e' il primo capitolo di un vasto programma internazionale per la protezione e lo studio della specie a rischio di estinzione. ''E' il piu' ambizioso progetto di studio delle balene mai realizzato'', spiega lo scienziato Jay Barlow, capo della spedizione che coinvolge studiosi e volontari provenienti da diverse parti del mondo. Le balene, che vivono nelle acque del nord durante l'estate per dirigersi a sud nei mesi invernali, stanno per intraprendere la loro piu' lunga migrazione, un viaggio di circa 8 mila chilometri secondo gli esperti del Centro Ricerca Calamokidis. Fino a qualche tempo fa i biologi marini credevano che la popolazione delle balene del Nord del Pacifico, decimata negli ultimi dieci anni, non contasse piu' di 2.000 esemplari, scampati miracolosamente al commercio di olio, cibo e fertilizzanti. Ma ora gli esperti guardano con maggiore ottimismo al futuro delle balene e credono che gli esemplari nel Pacifico siano piu' di 10 mila, con una percentuale di crescita che oscilla tra il 6 e l'8% l'anno. ''Diecimila esemplari sembrano tanti, ma e' davvero difficile
trovarli, riuscire a studiarli durante quei pochi minuti in cui emergono
- dice uno dei ricercatori - e per questo siamo provvisti di sonde in
grado di catturare i suoni emessi dalle balene quando sono sott'acqua''.
Nel corso dell'ultimo secolo la caccia a fini commerciali ha distrutto
gran parte delle popolazioni di cetacei. Tra il 1925, anno di introduzione
della prima nave 'fabbrica' per l'uccisione e il trattamento delle balene,
e il 1975, si stima siano stati uccisi in totale piu' di 1,5 milioni di
cetacei. La specie e' ora protetta dalla Commissione Baleniera Internazionale
(Iwc), ma non di rado capita di trovare carne di balena nei mercati in
Giappone, uno dei Paesi che sostiene di cacciare ancora i cetacei ''per
scopi scientifici''. |
|||||||
18 Luglio, 2004 (top ^) La Repubblica - Domenica 18 luglio 2004 - Brevi, schede e richiami Le balene, un equilibrio per la vita dei mari. Silvano Fassetta Rozzano Benché accordi internazionali già da molti anni lo vietino, il Giappone, la Norvegia e l'Islanda periodicamente riprendono la caccia alle balene. L'hanno fatto, dicono, «per scopi scientifici», quando tutti sanno che vogliono solo commercializzarne le varie parti del corpo a fini di lucro. Le balene rappresentano un fondamentale elemento di equilibrio ecologico per la vita dei mari e mi chiedo cosa aspettino, governanti e politici, a denunciare pubblicamente questi comportamenti. E' mai possibile che non esista un organismo sovranazionale in grado di far rispettare il divieto della caccia alle balene? Invio di Carlo L. |
|||||||
Nuota vicino alla costa. Probabilmente si tratta di un maschio adulto,
lungo all'incirca 10 metri. E' un esemplare molto raro.
PERTH - Era scomparsa dal 1992. Ora è tornata. I ricercatori pensano che si tratti di un maschio adulto,
lungo circa dieci metri e forse è l'unica balena bianca tra la
popolazione di cetacei che attraversa la costa est del Paese. E' una vera
rarità: si tratta, probabilmente, di una megattera che ha assunto
una colorazione candida per una forma di albinismo. La balena comunica per mezzo di suoni a bassa frequenza,
detti il "canto delle megattere", che può durare da pochi
minuti a un'ora e mezzo. La Southern Cross University ha lanciato un appello:
chiunque riesca ad avvistarla, lo comunichi al più presto. La ricerca
continua. |
|||||||
Post Scriptum Sempre così affannati, e con lunghi arti che spesso
agitano. E come sono poco rotondi, senza la maestosità delle forme
compiute e sufficienti, ma con na piccola testa mobile nella quale pare
si concentri tutta la loro strana vita. Arrivano scivolando sul re, ma
non nuotando, quasi fossero uccelli, e danno la morte con fragilità
e graziosa ferocia. Stanno lungo in silenzio, ma poi tra loro gridano
con furia improvvisa, con un groviglio di suoni che quasi non varia e
ai quali manca la perfezione dei nostri suoni essenziali: richiamo, amore,
pianto di lutto. E come dev'essere penoso il loro amarsi: e ispido, quasi
brusco, immediato, senza una soffice coltre di grasso, favorito dalla
loro natura filiforme che Antonio tabucchi Dote di Andrea Cretto |
|||||||
Le balene non piangono |
|||||||
Una balena sulla sedia. Storia per piccoli Ma che ci fa?
Così, ignorando la sua piccola ospite, la balena
richiuse gli occhi e, pensando alla montagna e ai doni che la aspettavano,
si riaddormentò. Sognò che la sua stanza era allestita in
uno strano palazzo, grande come una scogliera ma, a differenza di quella,
capace di nuotare silenzioso e senza fatica tra le onde. Cullata da quel
sogno la balena vide il palazzo che scivolava veloce sul mare, fino a
giungere in una baia dove, molti anni prima, quando c’era il mare,
andava ogni anno con le amiche a incontrare nuovi amori. Ricordava i balli,
con le pinne che ricamavano nell’aria arabeschi di spuma, e il mare
accompagnava le loro danze disegnando sulla superficie vortici e parole
incantate. Poi, nel sogno, si ritrovò in una città, e poi
in un altro grande palazzo che però non si muoveva, ma da cui si
vedeva il mare. E in questo palazzo, che sembrava fatto apposta per lei,
cominciavano ad arrivare i doni dalla montagna. Il tappeto imperlato di
gocce di rugiada, i cibi, e poi delle piccole cose, alcune sembravano
fragili come la carta, altre leggere come il legno di balsa, altre ancora
variopinte come farfalle. Le guardò una ad una e scoprì
che erano piccole balene. Sì, vedeva crescere intorno a lei un
gran numero di cuccioli, alcuni bizzarri, di strani colori e forme, ma
tutti in qualche modo simili a lei. Sentì crescere una grande commozione
che si trasformò in un tremito che percorse tutto il suo lungo
corpo. E nel sonno iniziò a cantare per i suoi piccoli amici. Il
canto iniziò lieve, quasi sommesso, per crescere via via in suoni
acuti che sembravano creati da un’orchestra di strumenti di vetro,
diffondendosi come un soffio di vento in tutto il palazzo. Una melodia
che fece accorrere i bambini di tutta la città, e con loro le famiglie,
il sindaco e il direttore dell’orchestra che non capiva quale strumento
potesse creare un suono così sublime e sconosciuto. E il canto
diventò vento che fece spalancare le grandi finestre che circondavano
tutto il palazzo. Nel suo sogno la balena si faceva trasportare dall’istinto,
non capiva neanche lei cosa sarebbe successo, se la sua storia iniziasse
lì, o fosse già conclusa. Ma continuava, aspettando che
accadesse qualcosa già scritto nel sogno. E così, continuando
a cantare, vide che una delle sue piccole balene, quella più leggera,
cominciava ad agitare le pinne e, aiutata dal vento, si distaccava da
terra. Continuava a sbattere le pinne e a volare sopra le altre balene,
ogni tanto piegandosi tutta da un lato, poi recuperando l’equilibrio
e finalmente librandosi in un volo alto, fino a raggiungere quasi il soffitto.
E le altre provarono a imitarla finché, a poco a poco, tutte cominciarono
a volare. La balena vedeva sopra di sé volteggiare una nuvola colorata
di balene. Non riusciva a seguire i disegni che ciascuna dipingeva nell’aria
senza lasciare segni, ma continuava a guardarle, passando da una all’altra,
e osservandole tutte nel loro ondeggiamento sinuoso. A un certo punto,
quando incantata tentava di trattenere una forma dal loro movimento apparentemente
compatto, vide che la nuvola cominciava ad assottigliarsi in un lungo
filo che si dirigeva verso le finestre e, di qui, si dipanava nel cielo.
Seguì il filo, ma a un certo punto non ne vide più l’inizio.
Così mosse nuovamente la sua grande pinna, alzando intorno a sé
una forte corrente d’aria che fece indietreggiare tutta la folla.
Poi mosse le pinne più piccole, senza smettere di sventagliare
la sua maestosa coda, e senza fatica si alzò e volò via.
|
|||||||
Non metterti nei pericoli che sono maltranquilla. Solo appena maltranquilla. Ora. Cosa diresti se partissi lontana: sii anonima e mischiata, confusa alla
gente Ora, poi, si capisce, si devono cercare anche le parole seguenti. Dote di Giorgina Bertolino, 21 luglio 2005 |
|||||||
Capo Mortola, maggio 1957 Dalla mia finestra ho guardato la nave partire ora, per
tornare chissà. | |||||||